Mauro Rottoli, archeobotanico presidente ARCO 

Carpologia

Archeobotanica

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L’analisi dei resti di semi e frutti (carpologia) permette di studiare le specie coltivate,

i trattamenti dei raccolti, la dieta vegetale e di approfondire alcuni aspetti dell’ambiente naturale.

I resti carpologici (semi, frutti e altri elementi vegetali), a seconda delle caratteristiche del contesto archeologico e dei sedimenti, sono presenti in quantità molto variabili e in diverse condizioni di conservazione (carbonizzati, non combusti in presenza d’acqua, mummificati, mineralizzati, come impronte). L’analisi dei resti di semi e frutti (carpologia) permette di studiare le specie coltivate, i trattamenti dei raccolti, la dieta vegetale e di approfondire alcuni aspetti dell’ambiente naturale.

La carpologia consente di ricostruire la nascita dell’agricoltura, la domesticazione delle piante e la diffusione delle colture in diverse aree geografiche. La presenza di specie esotiche fornisce dati sui commerci delle derrate alimentari. Nei sedimenti si conservano anche altre parti delle piante (foglie, gemme, radici, tuberi, elementi fiorali, ecc.) che possono dare informazioni sull’ambiente ma anche su particolari usi alimentari, medicinali e rituali nell’antichità. L’analisi accurata dei sedimenti permette di recuperare, in contesti particolari, preparati alimentari (pani, schiacciate, focacce, ecc.) e di riconoscere la presenza di sostanze particolari (resine, incensi, cosmetici, ecc.), da sottoporre poi ad analisi specialistiche di tipo chimico-fisico.

Elisabetta Castiglioni, archeobotanica

vice presidente ARCO al tavolo di lavoro nel laboratorio di Como.

 

 

 

 

Sotto: alcuni esemplari di cereali analizzati.

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