Analisi di fibre e resti tessili

da scavi archeologici

La storia dell’abbigliamento e dei manufatti ottenuti intrecciando fibre di origine vegetale e animale si ricostruisce, oltre che attraverso l’esame delle fonti scritte e dell’iconografia, con l’analisi dei reperti recuperati nei contesti archeologici. Lo studio viene effettuato su materiali diversamente conservati (umidi, carbonizzati, essiccati, mineralizzati) e sulle impronte, in relazione al contesto di provenienza. Si tratta di resti delicati, spesso di difficile lettura, per i quali la complessità del recupero e della conservazione rende necessario affiancare i restauratori procedendo a caratterizzare le diverse tipologie di materiali organici, a valutare lo stato di conservazione e la leggibilità (ai fini espositivi) e a effettuare dei prelievi per successivi approfondimenti presso il laboratorio di analisi. Vengono rilevati i dati analitici (tipo di fibra impiegata, descrizione dell’armatura e degli altri parametri tessili) che, confrontati con quelli archeologici e storici, forniscono elementi utili per l’interpretazione dei manufatti e per una ricostruzione delle tecniche di lavorazione e delle mode. Nei corredi funerari, lo studio delle relazioni che intercorrono tra i materiali tessili e i supporti metallici permette una più puntuale ricostruzione di abiti, decorazioni e accessori e una migliore comprensione delle azioni che accompagnano il rito della sepoltura.

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